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Ho bisogno del tuo aiuto

 -Sai amore, ho bisogno del tuo aiuto - aveva detto Dario con voce tirata. Non ci crederai, ma mi sono messo nei guai, senza volerlo e senza accorgermene. -
Così dicendo aveva abbassato gli occhi e aveva il volto teso.
-Ch’è successo! Dario, non farmi preoccupare, si tratta della tua salute? C’è qualcosa che non va?- aveva esclamato la moglie Barbara.
-No, no, la salute per fortuna non c’entra; è qualcosa che riguarda il mio lavoro d’avvocato e nello stesso tempo riguarda noi due. -
-Noi due? E che c’entro io col tuo lavoro, scusa?-
-Ho conosciuto una collega avvocato, sì un’avvocatessa, una donna. -
-Ah! Una donna! E allora? Ne hai conosciute molte di avvocatesse. Dunque cos’ha questa di diverso?-
-Ha di diverso che si sia messa in testa di rovinare la nostra famiglia.-
-Cosa? Rovinare la nostra famiglia? E in che modo? Dario, chi è di preciso costei?-
-E’ una che ho frequentato durante il processo Bianchi. Eravamo entrambi difensori e lei, quando mi ha visto, s’è ricordata dei tempi dell’università e che i nostri genitori erano amici. Insomma, la consideravo una professionista capace, oltre che collega e amica. Invece si era messa in testa strane idee e mi abbindolava senza che io me ne rendessi conto. Mi adulava, mi gratificava facendomi sentire un avvocato geniale, insostituibile. Io, come un cretino, ci credevo e pensavo che apprezzasse veramente il mio modo di gestire la causa. Invece la farabutta mirava ad altro. -
-Ma guarda un po’! E che ti ha detto? Tu in qualche modo le avrai dato speranze. -
Barbara aveva drizzato le orecchie, ma non si era scomposta.
-Io non l’ho illusa, se è questo che intendi dire. Ma ultimamente ha cominciato a dirmi che dovevamo andare a vivere insieme e che avrei dovuto lasciare la famiglia. Allora le ho fatto una risata in faccia e lei ha affermato che non stava scherzando. Quando ho asserito che non ci pensavo lontanamente e che amo mia moglie, ha esclamato che l’avevo illusa e di stare attento perché avrebbe parlato con te e ti avrebbe detto che eravamo amanti, il che non è assolutamente vero. -
Barbara aveva avuto un’espressione di disgusto, poi soggiunse:
-Sono sicura che non sia vero. Le persone come lei sono bugiarde e senza scrupoli. Ma tu cosa hai risposto?-
-Le ho detto che te ne avevo già parlato, che sapevi tutto di lei e non avevi problemi. Per questo adesso, ho bisogno del tuo aiuto. -
-Bravo! Davvero un’idea geniale! Certa gente va battuta con le sue stesse armi. E lei com’è rimasta?-
-Dapprima è sembrata interdetta ed era evidente che non se lo aspettava. Poi ha cominciato a dire che non era vero, che avevo inventato tutto e che tu non sapevi niente. Ha cominciato a gridare come un’isterica. -
-Che tipetto! Davvero un bel tipetto!
Barbara era sempre più nauseata.
-Allora le ho detto di riferirti quel che voleva e che io comunque rinunciassi alla causa per non vederla più. Dopo di che, mi sto premurando di avvisarti. Ma ti ripeto amore, ho bisogno del tuo aiuto. -
-Non ti preoccupare, vedrò d’incontrarla in tribunale. Sarai tu a presentarci e voglio farle un discorsetto da sola. Però Dario, d’ora in poi, cerca di essere più cauto nei rapporti con le donne, colleghe o meno che siano. -
-Va bene, ma sta attenta perché è molto aggressiva. -
Qualche giorno dopo, Barbara finse di trovarsi per caso in tribunale e Dario le presentò la famosa avvocatessa, quindi si eclissò simulando una chiamata importante al cellulare.
Barbara osservò la tipa e la trovò assolutamente insignificante: alta e segaligna, senza seno e con un vago accenno di strabismo.
I capelli erano corti, ricci e color paglia.
Si avvicinò come per parlarle in confidenza: -Mi dispiace avvocato. So che lei è l’ennesima donna che mio marito ha illuso e preso in giro. -
L’altra s’irrigidì e sgranò gli occhi, volle parlare, ma Barbara continuò: -Vede, è come se si divertisse a irretire le povere malcapitate, fa credere mari e monti e poi, all’atto pratico, si tira indietro. L’ha gia fatto con una decina di signore e non mi pare giusto. Quel che è peggiore è che ogni volta viene a raccontarmelo, ridendo giulivo, come se stesse facendo uno scherzo innocuo e bonario. -
Il viso dell’avvocatessa aveva assunto tutti i colori dello arcobaleno, poi aveva gridato: - Ma come! Sembrava tanto corretto! Ho capito, è solo un farabutto!-
-Gli ho detto tante volte di smetterla e di fare la persona seria, ma sa, lui si diverte in questo modo. Lo scusi avvocato e non ci pensi più. -
Quella non voleva demordere e continuò con la palese intenzione di ferire Barbara: -Siamo stati amanti e mi ha portato a letto dicendo che non ne poteva più della famiglia e che voleva vivere con me!-
-Sì capisco, mio marito è uno stallone focoso, non per niente abbiamo quattro figli. Ma sa, io gli perdono tutte le sue avventure, tanto so che per lui non contano nulla. Piuttosto lei, la prossima volta che incontrerà un uomo, veda di non fare la scema tanto facilmente. -
Barbara girò sui tacchi e si allontanò dal tribunale
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